1984, Consigli di lettura

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Oggi cercherò di spiegare perché, a mio avviso, “1984” di George Orwell è un romanzo che tutti dovrebbero leggere nella vita, almeno una volta.

La fama di quest’opera ha raggiunto negli anni una tale portata che sembra quasi superfluo riportarne la trama. Accennerò brevemente al fatto che il mondo immaginato dall’autore è diviso in tre super stati, organizzati al loro interno in modo molto simile e in eterno conflitto fra loro. In Oceania, lo Stato a cui appartiene il protagonista, la società è amministrata secondo i principi del Socing (Partito Socialista Inglese) ed è governata da un partito unico, con a capo il Grande Fratello, un personaggio che nessuno ha mai visto personalmente, ma che appare in manifesti affissi ovunque e che controlla la vita dei cittadini in tutte, ma proprio tutte le sue forme ed espressioni. I suoi occhi sono le telecamere che spiano di continuo nelle case, il suo braccio la psicopolizia che interviene al minimo sospetto. Tutto è permesso, non c’è legge scritta. Niente, apparentemente, è proibito. Tranne pensare, se non secondo i dettami del Socing. Tranne amare, se non con il fine esclusivo di riprodursi. Tranne divertirsi, se non con i programmi televisivi di propaganda. Tranne vivere, se non secondo gli usi e costumi imposti dall’infallibile e onnisciente Grande Fratello e secondo i suoi slogan politici: “La guerra è pace”, “La libertà è schiavitù”, “L’ignoranza è forza”. Il protagonista, che nell’intimo del suo animo mal sopporta i condizionamenti del regime, compie un’ulteriore ribellione alle regole stabilite: si innamora di una donna, Jiulia, e con lei allaccia una relazione clandestina. Il seguito ovviamente non ve lo dico.

Ricordo che quando cominciai a leggerlo, avevo diciotto o diciannove anni, a un certo punto non riuscii a proseguire. Fu talmente forte lo sconvolgimento e l’angoscia provocata dalla lettura di quelle pagine che lo lasciai sul comodino per settimane. Il desiderio di sapere come andava a finire era forte, ma anche quella storia lo era, come un pugno nello stomaco, come uno schiaffo sonoro e inaspettato. Eppure, quando riuscii a terminarlo, ebbi come la strana sensazione che quello schiaffo mi avesse svegliata. All’improvviso guardavo il mondo con altri occhi, era come se vedessi la realtà oltre quella cortina di propaganda con cui ci viene giornalmente propinata.

In prima battuta il romanzo di Orwell, che nel 1948 immaginò un 1984 come sopra descritto, può sembrare fantascienza. A ben leggere, non ci vuole molto a capire che è realtà. Il mondo diviso in blocchi eternamente in guerra, in cui i popoli sono sopraffatti dalla paura, ma in cui in realtà il vero obiettivo è proprio il controllo dei popoli attraverso quella stessa paura. Il soffocamento delle libertà individuali in nome della sicurezza collettiva. L’esaltazione dell’ignoranza come strumento del controllo del pensiero di massa. Ricordo che mi fece impressione l’idea del Partito di utilizzare, ad esempio, il gioco della lotteria per distrarre l’opinione pubblica dai problemi reali con la speranza di vincite aleatorie. Tutto ciò vi ricorda qualcosa?

Per questi motivi, dunque, penso che questo sia un romanzo fondamentale per ognuno di noi, direi fortemente educativo. Insegnare, soprattutto ai più giovani, l’importanza del pensare con la propria testa e avvertire sulla propria pelle il pericolo che incomberà sull’umanità intera il giorno in cui questo non avverrà più.

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Mi chiamo Rita Massaro. Sono una persona curiosa. Mi piace scoprire gli innumerevoli volti del mondo e le infinite possibilità della vita. Per questo leggo e viaggio. Ogni tanto le mie perlustrazioni scatenano la mia immaginazione. E scrivo. Ho pubblicato nel 2011, con la Casa Editrice Absolutely Free, il mio primo libro, un romanzo di formazione dal titolo “L’estate è finita”. Nel dicembre 2016 è stato pubblicato il mio secondo romanzo, “Sotto il cielo di Santiago”, con la Casa Editrice Genesis Publishing. Nel 2018 “Prima che sia primavera” con Il Seme Bianco.
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