ADDIO FOTTUTI MUSI VERDI, Recensione di Massimo Arciresi

Massimo Arciresi è critico e giornalista cinematografico, conduttore su Radio Spazio Noi – In Blu, dal 1997, della rubrica settimanale “Uscita di Sicurezza”. Ha collaborato con i quotidiani “Il Mediterraneo” e “L’Ora”, ha diretto il quindicinale sul tempo libero “TrovaPalermo” e attualmente scrive per il mensile “L’Inchiesta”. Appassionato di fumetti e lingue straniere.

Addio fottuti musi verdi (Italia, 2017) di Francesco Ebbasta con Ciro Priello, Beatrice Arnera, Fabio Balsamo, Roberto Zibetti, Ruzzo Simone, Fortunato Cerlino

Gli YouTubers ormai fanno cinema, anche perché la settima arte li ispira da sempre. Dopo The Pills, è il turno di The Jackal, guidati da Ebbasta (Capalbo all’anagrafe), che coraggiosamente girano un film fantascientifico (di matrice comica, beninteso) nella loro Napoli, invitando a restarci. La vicenda ruota intorno all’abile grafico Ciro, così stanco di cercare un lavoro serio da inviare un curriculum nello spazio per un contest apparentemente scherzoso (e per far contento l’insistente amico Fabio, che invece punta al premio terreno in palio). Inaspettatamente, dei ridicoli e organizzatissimi alieni lo prelevano (nel sonno) e lo assumono. Incredulo, in seguito entusiasta, il futuro eroe involontario capisce presto di essersi reso complice della potenziale distruzione del pianeta… Tantissime idee satiriche, talvolta brillanti (perlopiù riconducibili a serie varate dal gruppo, vedi quella sul parcheggiatore abusivo), talaltra irrilevanti. Per esempio l’autoparodia di Cerlino ed Esposito (direttamente dal Gomorra televisivo) diverte, mentre il “cattivo” Zibetti s’impegna molto sbagliando i tempi. Comunque trovate tipo il traduttore simultaneo, il ristorante tradizionale gestito dai cinesi (Hal Yamanouchi però è giapponese…) e le canzonature dell’action all’americana (evidenti fin dal titolo) con tanto di romanticismo appiccicato funzionano. Resta un buon tentativo; e poi, son tutti barbuti, come nel primissimo Carpenter.

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