I TRADITORI, Consigli di lettura

20151205_102459La realtà non ha mai una sola verità e la storia ha quasi sempre mille sfaccettature. In questo libro gli eroi sono un po’ meno eroi e i puri non esistono. Chi sono i traditori? Siamo noi, sembra dirci De Cataldo. Ognuno di noi è potenzialmente un traditore, ma in questo romanzo si intuisce come gli Italiani siano stati spesso i peggiori traditori di se stessi.

Ciò che vale per l’individuo vale per un popolo. Se non conosciamo noi stessi e la nostra storia non possiamo capire dove stiamo andando e, soprattutto, dove vogliamo andare. Senza bisogno di risalire ai Romani e ai Longobardi, si potrebbe cominciare con il cercare di comprendere meglio la nostra storia più recente, ovvero il Risorgimento. Come e perché siamo diventati un unico Stato, un’unica nazione? Forse, risalendo alle nostre radici, potremmo riuscire a costruire finalmente la nostra identità di popolo.

Dunque, tornando al romanzo di De Cataldo, vi troviamo i grandi protagonisti del Risorgimento, Mazzini in primo luogo, ma anche Cavour, Garibaldi, Pisacane, Vittorio Emanuele II, Crispi, ovvero tutti coloro che in qualche modo, chi per un verso e chi per l’altro, tirarono le fila. Poi, vi troviamo nobili e nobildonne, giovani intellettuali, rivoluzionari, popolani, briganti, insomma quella moltitudine variegata di personaggi che concorsero materialmente a formare l’Italia, ognuno di essi guidato, di volta in volta, ora dal grande ideale ora dall’interesse personale. Infine, vi troviamo già onnipresenti le organizzazioni criminali, le mafie, che nelle loro innumerevoli sfaccettature, intuirono chi sarebbe stato il più forte, il vincitore, per mettersi al suo servizio e riscuotere il prezzo del proprio sporco lavoro. E il prezzo, allora come adesso, sarebbe stato pagato da un pezzo di Italia e di Italiani, dal Sud, da quel territorio che sarebbe rimasto sottosviluppato nei secoli dei secoli, per garantire, grazie ai voti dei cittadini che per ottenere diritti negati si vedevano costretti a chiedere il “favore”, una riserva di voti gestibile dalle organizzazioni criminali in favore di chi sarebbe andato al potere. Peccato che lo scotto di questo divario oggi lo stiano pagando gli Italiani tutti, perché al di là di buonismi, fratellanze lontane o forse inesistenti, ideologie separatiste e ipocrisie, un paese che marcia a due velocità, non potrà mai essere competitivo e veramente sviluppato. E, soprattutto perché, oggi più che mai, quelle due velocità, il confine fra le due Italie, quella ricca, benestante e progredita e quella povera, ignorante e priva di mezzi e risorse, corre non più soltanto da Nord a Sud, ma anche da città a città, da quartiere a quartiere.

Eppure gli Italiani, nonostante sembrino istintivamente portati al tradimento, corruttori e corrotti, egoisti ed egocentrici, furono capaci di grandi gesta e di grandi sacrifici, e pur in mezzo a tradimenti, assassinii, stragi e torti subiti, in qualche modo, l’Italia l’hanno fatta. Dunque, se il male è dentro di noi, probabilmente anche la cura è dentro di noi. Ma per trovarla dobbiamo prima conoscere, sapere.

Per questo vi invito a leggere questo libro, che scava, scandaglia in profondità nelle nostre viscere non proponendosi di trovare, tuttavia, risposte certe ma, probabilmente, di scatenare una maggiore curiosità nei confronti di noi stessi e delle nostre radici.

Per consigli su letture e viaggi potete trovare Il giro del mondo con un libro in mano anche su www.facebook.com/ilgirodelmondoconunlibroinmano

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