IL SEGNO DEL NOSTRO PASSAGGIO, Estratto da “L’estate è finita”

DSC_0803Oggi voglio condividere con voi questo breve estratto da “L’estate è finita”. Un passaggio di crescita personale in cui la protagonista comprende che la vita spesso assomiglia a un campo desolato e brullo, in cui ci si guarda intorno e si vede solo il nulla. Poi, all’improvviso, appare un tempio greco e, allora, ci si ritrova a ringraziare il cielo per il semplice fatto di esistere.

Era come se una porta, che era rimasta chiusa per molto tempo dentro di me, avesse cercato di aprirsi lentamente. Era una porta attraverso cui, finalmente, avrei visto il mondo non come lo immaginavo io ma com’era veramente. Istintivamente avevo fatto di tutto per tenerla chiusa, per paura di ciò che avrei potuto scoprire, ma era arrivato il momento in cui un vento forte l’aveva spalancata con violenza e mi aveva scaraventata nel mondo, senza indugio e senza pietà.

La mia anima ne era uscita lacerata, sfilacciata. Era come se qualcuno si stesse divertendo a tagliuzzarmi in tanti piccoli brandelli che si disperdevano da tutte le parti senza che io riuscissi più a metterli insieme.

Alla fine, però, i brandelli della mia anima sfilacciata si erano ricomposti ma io non ero più la stessa. Mi sentivo come se avessi perso qualcosa per sempre, uno stato di beatitudine in cui avevo vissuto fino ad allora e che non sarebbe più tornato. L’infanzia che per me era durata molto a lungo se n’era andata per sempre, non ero ancora adulta ma non ero più una bambina. Comunque, contrariamente a quanto temevo, ero diventata più forte. Avevo ancora paura, ma ora conoscevo la mia debolezza come pure la mia forza e sapevo che la paura può essere vinta. Avevo scoperto che i mostri peggiori sono dentro di noi, ma anche che la cura migliore è dentro di noi, la volontà, il coraggio, la pazienza, la costanza, la voglia di continuare a vivere nonostante tutto. È stato in quel periodo che ho imparato ad apprezzare le cose più stupide. Rimpiangevo l’odore del sugo di salsiccia che proveniva dalla cucina la domenica mattina, la gioia breve ma intensa che provavo entrando nel mio letto caldo e confortevole nelle notti troppo fredde, la confusione delle odiose riunioni familiari, i lunghi e noiosi racconti di guerra di mio nonno, le grida di mia madre con mio fratello Nicola, l’odore di terra bagnata dopo che aveva piovuto in campagna, quelle lente e placide estati che non finivano mai. Tutte cose normali, quotidiane, di cui normalmente non ci accorgiamo, ma ho imparato che la felicità sta proprio nelle piccole cose, quelle che ogni giorno ci danno il senso della nostra vita e lasciano intorno a noi il segno del nostro passaggio.

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Mi chiamo Rita Massaro. Sono una persona curiosa. Mi piace scoprire gli innumerevoli volti del mondo e le infinite possibilità della vita. Per questo leggo e viaggio. Ogni tanto le mie perlustrazioni scatenano la mia immaginazione. E scrivo. Ho pubblicato nel 2011, con la Casa Editrice Absolutely Free, il mio primo libro, un romanzo di formazione dal titolo “L’estate è finita”. Nel dicembre 2016 è stato pubblicato il mio secondo romanzo, “Sotto il cielo di Santiago”, con la Casa Editrice Genesis Publishing. Nel 2018 “Prima che sia primavera” con Il Seme Bianco.
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