LA RAGAZZA CON L’ORECCHINO DI PERLA, Consigli di lettura

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La ragazza con l’orecchino di perla” è il romanzo best seller di Tracy Chevalier che racconta, nell’immaginario della scrittrice, la storia della creazione della famosa opera del noto pittore Johannes Vermeer, conosciuta anche come “Ragazza col turbante”.

Il segreto dell’ispirazione di un artista, a mio avviso, è il fulcro di quest’opera, sia perché l’autrice stessa ha dimostrato come si possa immaginare e ricostruire una storia, potente e vibrante di passione, dalla semplice ma grande emozione scaturita dalla vista di un quadro, sia perché tutta la trama viene imperniata, appunto, sull’ispirazione che il pittore avrebbe tratto dalla sua musa, la servetta Griet, per la creazione di questo splendido dipinto.

Nel romanzo, la ragazza, a causa di improvvise difficoltà economiche della famiglia d’origine, viene inviata a servire nella casa dei Vermeer, dove dovrà sottostare alle gravose incombenze di una serva, nonché ai capricci e ai dispetti della moglie e di una delle figlie dell’artista. L’unico momento di appagamento, per la giovane, è costituito da quello in cui pulisce l’atelier del pittore, ove viene attratta dai colori, dalle luci, dall’atmosfera, dalle opere del grande artista. Le cose cambiano quando, in seguito a sfuggevoli incontri, Vermeer chiede alla ragazza dapprima di divenire sua aiutante nella preparazione dei colori e, infine, di fargli da modella per il famoso quadro del titolo.

L’attrazione fra i due si manifesta attraverso gli sguardi, i silenzi, lo sfiorarsi delle mani, la complicità con la quale lui chiede, quasi senza parlare, e lei si adopera per la realizzazione dell’opera di lui. L’umile servetta e il grande artista non si incontrano sul piano fisico o sessuale, la loro relazione è nella mente, in quella comune visione del mondo che riescono a comunicarsi reciprocamente attraverso la loro sensibilità di artisti. E proprio perché si tratta di una passione aliena ai tipici schemi di una ordinaria relazione amorosa, la loro intesa sfugge al tempo e allo spazio e rimane eterna, fissata per sempre in quell’attimo dipinto sulla tela.

Che solo l’amore non consumato possa rimanere eterno, in quanto non corroso dalla realtà e dalla quotidianità e custodito nell’alveo del sogno e dell’immaginato è un’interpretazione, come lo è, del resto, l’intera impalcatura della trama di quest’opera che si fonda unicamente sullo sguardo ambiguo di una fanciulla che ci fissa da un quadro. Ma, forse, è proprio questa la bellezza del quadro e del romanzo. La potenza del non detto, del non mostrato, forse anche del non vissuto… la forza e il potere che si nascondono nella capacità dell’immaginazione, dalla quale scaturiscono, come diretta conseguenza, la creazione e l’arte.

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