L’ANIMA DI SANTIAGO, Consigli di viaggio

2Questi sono brevi frammenti di un viaggio fatto nel lontano 2004. Un viaggio lontano nel tempo, ma non dal cuore. Per questo troverete anche qualcosa delle ambientazioni del mio romanzo “Sotto il cielo di Santiago”, di prossima pubblicazione.

Santiago de Cuba accoglie con le sue case basse e colorate, le sue vie strette e polverose, le sue auto vecchissime e rumorose, il vociare della gente che parla e ride per strada, il tramonto che sembra sospeso e illumina di una luce strana tutta la città. Sembra di fare un salto in un film degli anni ’50.

I suoi dintorni, dal punto di vista naturalistico, sono semplicemente spettacolari. Ci si ritrova a mangiare pesce sulla sabbia di Playa Caletòn Blanco, lunghissima e quasi deserta, oppure a fare il bagno nelle acque cristalline di Playa Jaregua, un angolo di paradiso in piena foresta, un luogo incontaminato e ancora non preso d’assalto dai turisti, che sembra uscito da uno di quei film del genere “laguna blu”.

La sierra Maestra scorre innanzi agli occhi, con la sua natura rigogliosa ed esplosiva e il suo ancora recente passato ricco di storia. Qui, infatti, si consumarono i primi passi di quella famosa REVOLUCION che avrebbe cambiato il destino di un popolo e che il resto del mondo avrebbe guardato con stupore e incredulità. A ogni angolo si scorgono ancora i cartelli inneggianti al comunismo, al “Chè”, a Fidel e le pietre commemorative dei caduti in quelle prime battaglie.

Quando si giunge a El Saltòn, con le sue cascate naturali e i bagni termali, nel cuore della Sierra, si ha veramente la sensazione di trovarsi in un piccolo paradiso. La magica atmosfera che avvolge l’albergo campestre lascia assaporare quella pace e quella serenità che solo il godere dei ritmi lenti della natura può veramente dare; gli unici suoni sono il rumore delle acque delle cascate che precipitano nel laghetto, il fruscio degli alberi, il canto lontano e melodioso degli hombres che intonano, persino lì, “hasta siempre Comandante”.

E ancora abbaglia l’immagine della Virgen del Cobre, santuario incastonato come una perla nella cornice della foresta e dedicato alla patrona di Cuba, la Virgen de la Caridad.

Almeno un giorno è da dedicare unicamente alla città, godersela con i suoi ritmi lenti e placidi, con le sue atmosfere del passato, la sua gente serena e sorridente.

È difficile dimenticare le stelle del cielo di Santiago, le stradine buie e semi deserte, le case con i davanzali aperti e senza tende da cui si può tranquillamente curiosare nella vita della gente, l’odore dei sigari e la musica proveniente dalle sale da ballo. La nostalgia ti prende prima ancora di andare via.

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Mi chiamo Rita Massaro. Sono una persona curiosa. Mi piace scoprire gli innumerevoli volti del mondo e le infinite possibilità della vita. Per questo leggo e viaggio. Ogni tanto le mie perlustrazioni scatenano la mia immaginazione. E scrivo. Ho pubblicato nel 2011, con la Casa Editrice Absolutely Free, il mio primo libro, un romanzo di formazione dal titolo “L’estate è finita”. Nel dicembre 2016 è stato pubblicato il mio secondo romanzo, “Sotto il cielo di Santiago”, con la Casa Editrice Genesis Publishing. Nel 2018 “Prima che sia primavera” con Il Seme Bianco.
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