PALERMO E LA VIA MAQUEDA, Consigli di viaggio

– FOTO PRELEVATE DAL WEB –

La storia della nascita di via Maqueda è molto antica, risale addirittura alla seconda metà del XVI secolo. Prende il nome da colui che era Viceré di Sicilia nel periodo in cui fu completata, il duca di Maqueda Bernardino de Cárdenas y Portugal.

La progettazione della Strada Nuova fu dovuta alle esigenze della nobiltà palermitana di nuove aree in cui costruire i propri sfarzosi palazzi, ma anche alla necessità di ampliare la circolazione all’interno delle mura cittadine.

La via doveva tagliare perpendicolarmente il Cassaro (l’attuale corso Vittorio Emanuele). All’incrocio fra le due vie, quindi, vide la luce Piazza Vigliena, di forma ottagonale, conosciuta fra i palermitani come “I Quattro Canti”. Dall’intersecazione fra le due vie, infatti, la città veniva divisa in quattro cantoni, cioè quartieri, ovvero La Loggia, Il Capo, la Kalsa e l’Albergheria.

Negli anni successivi la strada fu il centro di una fervente attività edilizia, con la costruzione non soltanto di palazzi nobiliari, ma anche di chiese e conventi. Negli anni più recenti è diventata zona di elevata attività commerciale.

Nei decenni del “sacco di Palermo” la strada, insieme a tutto il centro storico di Palermo, subì un grave degrado. Abbandonata ai crolli, ai rifiuti, al traffico automobilistico e allo smog, perse il ruolo di centralità per divenire spesso ricettacolo di criminalità, prostituzione e accattonaggio.

Da qualche tempo, fortunatamente, si è registrata un’inversione di tendenza che ha portato al recupero e alla valorizzazione di molte parti del centro storico e, pertanto, anche di via Maqueda. Molti palazzi antichi sono stati restaurati, diversi monumenti sono stati finalmente recuperati e aperti al pubblico, molte zone sono state invase da locali, pub e ristorantini che hanno rivitalizzato quelle zone e ne hanno consentito la fruizione anche nelle ore serali.

Recentemente la via Maqueda, nel tratto che va da piazza Vigliena (Quattro Canti) a piazza Verdi, congiuntamente al tratto di corso Vittorio Emanuele (antico Cassaro) che va dai Quattro Canti alla Cattedrale, è stata definitivamente chiusa al traffico automobilistico. La pedonalizzazione di queste strade, ormai fortemente voluta anche dai commercianti, ha consentito un minore inquinamento atmosferico e acustico, ma anche e soprattutto il fiorire di una serie di attività legate al turismo, che da sempre avrebbe dovuto essere considerato il volano, il motore trainante dell’economia di una città ricca di storia e di arte come Palermo.

Oggi la via Maqueda appare, agli occhi del turista o del cittadino che voglia godersi la città, un luogo dove passeggiare in tranquillità, assaggiare le specialità della cucina o della pasticceria siciliana, ammirare e visitare chiese, monumenti e palazzi, fare shopping. L’arte, la bellezza, lo street food, conquistano gli occhi, l’anima e il palato. I bambini, gli artisti di strada, i visitatori si appropriano e, nel caso dei palermitani, si riappropriano di angoli di territorio che sembravano perduti per sempre e che, invece, possono tornare a risplendere della luce di un tempo, grazie a pochi e intelligenti interventi di politica sana e orientata al benessere del cittadino e allo sviluppo del territorio. La nuova via Maqueda dimostra che la realizzazione del bene comune non è utopia, nemmeno in una città come Palermo che per troppi anni è stata devastata e depredata dalla speculazione affaristico-mafiosa, nonché dalla negligenza, incompetenza, corruzione e collusione della classe politica e dirigente e dall’indifferenza colpevole del cittadino. Qualcosa è cambiato, però… lo si respira nell’aria più pulita e sgombra di auto. Una nuova sensibilità e una rinnovata coscienza civile chiedono la riapertura e la vivibilità di nuovi spazi… affinché lo splendore di questa città millenaria, la cui commistione arabo normanna è stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, divenga fonte di ricchezza e di opportunità di lavoro per tutti.

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