PPZ – PRIDE + PREJUDICE + ZOMBIES, Recensione di Massimo Arciresi

recensioneMassimo Arciresi è critico e giornalista cinematografico, conduttore su Radio Spazio Noi – In Blu, dal 1997, della rubrica settimanale “Uscita di Sicurezza”. Ha collaborato con i quotidiani “Il Mediterraneo” e “L’Ora”, ha diretto il quindicinale sul tempo libero “TrovaPalermo” e attualmente scrive per il mensile “L’Inchiesta”. Appassionato di fumetti e lingue straniere.

PPZ – PRIDE + PREJUDICE + ZOMBIES (id., USA, 2016) di Burr Steers con Lily James, Sam Riley, Bella Heathcote, Douglas Booth, Jack Huston, Lena Headey

Dopo il quasi improponibile La leggenda del cacciatore di vampiri, che rivisitava addirittura la figura di Abraham Lincoln, ecco un altro libro di Seth Graham-Smith portato sul grande schermo. Stavolta il provocatorio scrittore contamina il classicismo di Jane Austen – di Orgoglio e pregiudizio qui rimane lo scheletro – con le invasioni di morti viventi tipiche dei film di George A. Romero (ma su sfondo ottocentesco). Così le cinque sorelle Bennet, capitanate da Elizabeth (una Lily James – ormai associabile all’immagine di Cenerentola – distratta come quasi tutto il resto del giovane cast), previo addestramento orientale sanno tirare calci e maneggiare con destrezza spade e archibugi. Un’abilità difensiva, la loro, che parrebbe escludere qualsiasi possibilità di romanticismo. E invece no: le ragazze si innamorano. Il plot conta molto su questo contrasto (che presto diventa squilibrio), ma l’aura di curiosità “sacrilega” (perlomeno per gli amanti della letteratura) è del tutto insufficiente a reggere, veicolare e perfino motivare un film che naufraga per assenza di struttura, collocandosi da qualche parte tra la robetta e la robaccia. Il regista un tempo indipendente Burr Steers ci fa la figura peggiore (come del resto era accaduto al collega Timur Bekmambetov nella precedente trasposizione dell’autore). E poi, questi zombi, tra corse e chiacchiere, sono troppo resistenti e (quindi) poco credibili!

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