SETTE LUOGHI, Consigli di lettura

20151120_114519Dopo quanto avvenuto in questi giorni mi è tornato in mente un libro letto poco tempo fa, che mi ha lasciato con l’animo in subbuglio e diversi spunti e interrogativi nella testa. “Sette luoghi” è il titolo del romanzo di Youssef Ziedan, già autore di romanzi storici quali “Azazel” e “Nabateo, lo scriba”. In questo caso l’autore ambienta il romanzo nel periodo contemporaneo, narrando le vicende personali di un ragazzo musulmano di origini arabe, per la precisione, del Nord del Sudan. Il ragazzo vive in Egitto, ad Assuan, dove per mantenersi fa la guida turistica, e studia sociologia a Khartum. Vive con passione gli studi e il lavoro, ama intensamente la famiglia, che va a trovare appena può. Si innamora perdutamente, ricambiato, di una studentessa di Alessandria, Nora. Fin qui sembrerebbe la storia di uno qualunque dei giovani “occidentali”, uno di noi. Fin quando, a un certo punto, i gorghi a volte incomprensibili e sembrerebbe inevitabili del destino si incroceranno con la storia più recente di quei luoghi e di quei popoli. La Storia, quella con la S maiuscola, che qui ha a che fare con l’estremismo, il terrorismo, la guerra infinita fra il mondo occidentale e certe frange islamiche, finirà per travolgere in inaspettate avventure e disavventure il giovane protagonista, fino a trascinarlo in un vortice dal quale è difficile intravedere una via d’uscita. Il finale, sorprendente, mozza il fiato in una sequela di situazioni che, sentite più volte al telegiornale, sembrano quasi passare inosservate alla nostra attenzione, ormai abituata a violenze, soprusi e mostruosità di vario genere, da una parte e dall’altra. Qui, invece, vissute con il protagonista, quasi in simbiosi con lui e sulla sua stessa pelle, hanno tutt’altro effetto su di noi, un effetto direi devastante, scatenando emozioni che certamente sono lontane dall’apatia o dall’indifferenza.

Questo libro, a mio avviso, al di là della veridicità e verosimiglianza delle situazioni raccontate, ha un pregio, almeno dal “nostro” punto di vista. Quello di raccontarci come si sta e cosa può accadere “dall’altra parte”, a una persona che potrebbe essere uno qualunque di noi. Non un fanatico religioso, non un estremista, non un violento… un ragazzo che studia, lavora, si innamora, che ha dei sogni e lotta per realizzarli.

L’autore ci mette dinanzi agli orrori e alle atrocità commesse e subite da entrambi gli schieramenti, lasciando facilmente intuire come, in fin dei conti, a perdere sia sempre e in assoluto l’intera umanità, nel senso più elevato del termine. Non c’è niente di umano, infatti, nel negare i diritti fondamentali di ognuno di noi, in qualunque parte del mondo ci si trovi, in nome di niente e di nessuno.

Sette Luoghi

Youssef Ziedan

Neri Pozza

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