STAR WARS – L’ASCESA DI SKYWALKER, Recensione di Massimo Arciresi

Massimo Arciresi è critico e giornalista cinematografico, conduttore su Radio Spazio Noi – In Blu, dal 1997, della rubrica settimanale “Uscita di Sicurezza”. Ha collaborato con i quotidiani “Il Mediterraneo” e “L’Ora”, ha diretto il quindicinale sul tempo libero “TrovaPalermo” e attualmente scrive per il mensile “L’Inchiesta”. Appassionato di fumetti e lingue straniere.

Star Wars – L’ascesa di Skywalker (Star Wars: Episode IX – The Rise of Skywalker, USA, 2019) di J.J. Abrams con Daisy Ridley, John Boyega, Adam Driver, Oscar Isaac, Domhnall Gleeson, Ian McDiarmid

L’episodio finale della terza trilogia di Star Wars (connotata, in generale, da un’ironia più fluida), successivo al contestato ottavo di Rian Johnson (che però aveva capito come spiazzare le platee) e segnato dal rientro del più disciplinato Abrams (al posto del prescelto Colin Trevorrow – rimasto fra i soggettisti – “marchiato” dal flop commerciale de Il libro di Henry) nonché dalla triste dipartita di Carrie Fisher, ugualmente in testa ai credits grazie al ripescaggio di materiale non montato da Il risveglio della Forza, è un film di fantasmi. Oltre a quello “extradiegetico” di Leia (probabilmente toccava a lei essere la guest star del gran finale, il che, con il cambio di regista, avrà causato non poche revisioni dello script), ci sono Luke (Mark Hamill), congedatosi da eroe la volta prima, Han (Harrison Ford in cameo non accreditato) e il redivivo, cattivissimo imperatore Palpatine (Ian McDiarmid), temibile nemico che i giovani alleati della Resistenza devono sconfiggere. E poi, in mezzo ad alcune gradevoli new entries (la combattiva Jannah di Naomi Ackie, il perfido generale Pryde di Richard E. Grant), torna il mitico Lando Calrissian incarnato da Billy Dee Williams, da un passato glorioso e irripetibile. Sì, perché il vero problema della nuova saga resta l’aspirazione a fasti tramontati, malgrado l’astuto impiego dei vecchi attori e un’epica programmata che rende comunque lo spettacolo innegabilmente godibile.

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Mi chiamo Rita Massaro. Sono una persona curiosa. Mi piace scoprire gli innumerevoli volti del mondo e le infinite possibilità della vita. Per questo leggo e viaggio. Ogni tanto le mie perlustrazioni scatenano la mia immaginazione. E scrivo. Ho pubblicato nel 2011, con la Casa Editrice Absolutely Free, un romanzo di formazione dal titolo "L'estate è finita". Nel dicembre 2016 è stato pubblicato il mio secondo romanzo, "Sotto il cielo di Santiago", con la Casa Editrice Genesis Publishing. Nel 2018 "Prima che sia primavera" con Il Seme Bianco, pubblicato in seconda edizione con il titolo "La terra del lungo inverno" con Emersioni. Ho partecipato a vari progetti di scrittura collettiva, tutti pubblicati nel 2020: "La villa delle ombre", con Stefania Agnello e Maurizio Bono; "Non ho forza per arrendermi", con Letizia Lo Cascio; "A casa: Diario di una pandemia" con Monica Spatola. Potete contattarmi su Facebook al seguente link: https://www.facebook.com/ilgirodelmondoconunlibroinmano

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