IL CANE BIANCO, Riflessioni

Cane biancoPoco dopo che mio padre morì, una cara amica mi confidò di averlo sognato. Si trovava a due passi da casa mia, ma aveva l’aspetto di un cane bianco. Mi disse che, nel sogno, le parlava e le diceva qualcosa a proposito del fatto che sarebbe stato sempre nei paraggi.

Da quel momento in poi, come si può ben immaginare, ho preso in simpatia qualunque cane bianco mi sia capitato di incrociare per la strada. Il semplice fatto di vederne uno mi mette di buon umore oppure mi conforta, a seconda del mio stato d’animo.

In uno dei giorni più bui e angoscianti della mia vita, mi capitò di ritrovarmi presso un santuario in piena campagna. Era l’alba e, in giro, non c’era nessuno. Il mio animo era colmo di paura, ma dovevo resistere, essere forte per qualcuno, a me caro, che stava peggio di me. A lato del santuario c’era una lunga e ripida scalinata. Io ero in cima e guardavo verso il basso. Fu allora che lo vidi. Era grande, grosso, forte. Bianco. Era come se mi aspettasse, laggiù in fondo alla scala. Non appena mi vide, salì di corsa i gradini e appoggiò le sue enormi zampe sulle mie fragili spalle. Mi abbracciò e io lo accolsi, a braccia aperte. Finalmente il mio cuore esplose e le lacrime sgorgarono, liberandomi da quell’angoscia insopportabile. Rimase a giocare con me e a girarmi intorno per tutto il tempo. Poi, salii in auto e me ne andai. Lui rimase lì, a guardarmi mentre mi allontanavo. Lo vidi, attraverso i vetri, fin quando non divenne un puntino lontano.

Mi dissero, poi, che quel cane era sempre lì, al santuario. Apparteneva al sacrestano. In ogni caso, io non l’avevo mai visto prima, né lui mi conosceva. E, comunque, non è questo l’importante.

Ripensandoci a mente fredda, al di là delle proprie convinzioni, della religione, della fede, dell’aldilà, del paradiso, delle coincidenze, della sensibilità degli animali e dei simboli portafortuna che ognuno di noi voglia darsi, secondo me, solo una cosa conta: l’amore.

Quando l’amore è forte e grande rimane dentro di noi, sente quando ne abbiamo bisogno e riesce a trovarci, persino in fondo a un pozzo.

Non so perché mi sia venuta voglia di raccontare questa storia. Forse è perché si avvicina il giorno dei morti, forse è il mio personalissimo modo di ricordare chi non c’è più.

Comunque sia,

grazie papà.

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Mi chiamo Rita Massaro. Sono una persona curiosa. Mi piace scoprire gli innumerevoli volti del mondo e le infinite possibilità della vita. Per questo leggo e viaggio. Ogni tanto le mie perlustrazioni scatenano la mia immaginazione. E scrivo. Ho pubblicato nel 2011, con la Casa Editrice Absolutely Free, un romanzo di formazione dal titolo "L'estate è finita". Nel dicembre 2016 è stato pubblicato il mio secondo romanzo, "Sotto il cielo di Santiago", con la Casa Editrice Genesis Publishing. Nel 2018 "Prima che sia primavera" con Il Seme Bianco, pubblicato in seconda edizione con il titolo "La terra del lungo inverno" con Emersioni. Ho partecipato a vari progetti di scrittura collettiva, tutti pubblicati nel 2020: "La villa delle ombre", con Stefania Agnello e Maurizio Bono; "Non ho forza per arrendermi", con Letizia Lo Cascio; "A casa: Diario di una pandemia" con Monica Spatola. Potete contattarmi su Facebook al seguente link: https://www.facebook.com/ilgirodelmondoconunlibroinmano

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2 commenti su “IL CANE BIANCO, Riflessioni

  1. salvatore il said:

    Cara Rita, ho appena letto questo tuo “elzeviro” dal titolo il cane bianco e e mi ha commosso. Mi compiaccio davvero per questo tuo blog che trovo originale e ben fatto. Lo aggiungo subito ai miei Preferiti!

    • ilgirodelmondoconunlibro il said:

      Grazie davvero… è un onore per me essere letta da una persona di grande sensibilità e che ama la scrittura quale sei tu.
      Un abbraccio!

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