RICHARD JEWELL, Recensione di Massimo Arciresi

Massimo Arciresi è critico e giornalista cinematografico, conduttore su Radio Spazio Noi – In Blu, dal 1997, della rubrica settimanale “Uscita di Sicurezza”. Ha collaborato con i quotidiani “Il Mediterraneo” e “L’Ora”, ha diretto il quindicinale sul tempo libero “TrovaPalermo” e attualmente scrive per il mensile “L’Inchiesta”. Appassionato di fumetti e lingue straniere.

Richard Jewell (id., USA, 2019) di Clint Eastwood con Paul Walter Hauser, Sam Rockwell, Kathy Bates, Jon Hamm, Olivia Wilde, Nina Arianda

Ancora una storia vera per Easwood e, dopo Sully, un altro eroe riabilitato. Jewell (Hauser già apprezzabile in Tonya e BlacKkKlansman) è un giovane sovrappeso che vive con la premurosa madre (l’intensa Bates), sogna di fare il poliziotto e ama un po’ troppo le armi. Compensa l’ingenuità con la meticolosità. Un giorno, nel 1996, da guardia giurata trova ad Atlanta durante un concerto per le Olimpiadi uno zaino sospetto con una bomba e riesce insieme agli addetti alla sicurezza a evacuare la zona, evitando il peggio (due persone perdono comunque la vita). Subito acclamato, l’uomo si ritrova presto indagato da alcuni scorretti agenti dell’FBI, Shaw (Hamm) in testa, che vedono in lui un mitomane capace di creare allarme per la gloria, e non importa se non tutto quadra. Lo difende Bryant (l’inarrivabile Rockwell), avvocato fuori dagli schemi conosciuto tempo addietro (ottimo il prologo). Claudica il primo atto (forse richiedeva più azione, però resta in tono), e la strutturazione del personaggio della giornalista Scruggs (Wilde), per l’importanza che riveste, rasenta il macchiettismo. Asperità che non intaccano affatto la visione d’insieme, meno patriottica di quanto sembri in superficie e sempre concentrata sulla fragilità umana, non solo del complessato protagonista Richard (scomparso nel 2006), che, senza ulteriori sottolineature, ripensa a chi non ha salvato, ma anche di coloro che frettolosamente lo giudicano.

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Mi chiamo Rita Massaro. Sono una persona curiosa. Mi piace scoprire gli innumerevoli volti del mondo e le infinite possibilità della vita. Per questo leggo e viaggio. Ogni tanto le mie perlustrazioni scatenano la mia immaginazione. E scrivo. Ho pubblicato nel 2011, con la Casa Editrice Absolutely Free, un romanzo di formazione dal titolo "L'estate è finita". Nel dicembre 2016 è stato pubblicato il mio secondo romanzo, "Sotto il cielo di Santiago", con la Casa Editrice Genesis Publishing. Nel 2018 "Prima che sia primavera" con Il Seme Bianco, pubblicato in seconda edizione con il titolo "La terra del lungo inverno" con Emersioni. Ho partecipato a vari progetti di scrittura collettiva, tutti pubblicati nel 2020: "La villa delle ombre", con Stefania Agnello e Maurizio Bono; "Non ho forza per arrendermi", con Letizia Lo Cascio; "A casa: Diario di una pandemia" con Monica Spatola. Potete contattarmi su Facebook al seguente link: https://www.facebook.com/ilgirodelmondoconunlibroinmano

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