ANGELI E DIAVOLI, Sabino Russo

– IMMAGINE PRELEVATA DAL WEB –

Angeli e diavoli

“Amore, stammi a sentire…D’ora in poi non avrò altre donne che te. Giuro che…”  Ma non riuscì a completare la frase.

Era la frase che mise la parola fine a una triste storia che in parte ho vissuto, e in parte mi è stata riferita in tutto il suo tragico finale. Ve la racconto, anche se ogni volta che lo faccio, non riesco a trattenere le lacrime. Parla di Giacomino, mio amico del cuore e di Mariuccia sua donna sempre sognata.

Giacomino, che amico incredibile! Ci conoscevamo sin da  ragazzi. Un tipo un po’ schivo; poche donne, spesso nessuna, ma tanta buona musica e un vero genio dell’informatica.

Da tanti, troppi anni amava in segreto Mariuccia, ma temendo un rifiuto, non si era mai sbilanciato e, tra speranza e  sofferenza, teneva tutto dentro se’.

Quante canzoni  abbiamo ascoltato insieme! Era un perfezionista, patito dell’alta fedeltà. Spesso, quando ci riunivamo a casa sua, mi mostrava un disco, maneggiandolo con cura come se si trattasse di un vero gioiello, e diceva “ Stai a sentire! Questo l’ho preso d’importazione dall’America: ascolta che suoni diamantini!”.  A dire il vero, a me sembravano simili a quelli di un qualunque altro vinile; sottigliezze che solo lui percepiva.

Anno dopo anno, Lp dopo Lp, Cd dopo Cd, nota dopo nota.

Poi ci fu l’avvento del  computer e in seguito l’invasione dello standard MP3. Ma, benché Giacomino possedesse un Pc di ultimissima generazione e fosse quasi il re degli hackers, si rifiutava con ostinazione d’ascoltare la musica in quel nuovo formato, anche se la si poteva reperire e scaricare praticamente gratis.

“Stai a sentire… Ma non ti accorgi della qualità del suono? – mi  rimproverava, quasi – Quella è una sonorità piatta, manca di estensione dinamica. Non si sentono le voci degli angeli, non si sentono i suoni dei diavoli”.

Angeli, diavoli…? Cosa intendesse dire me lo spiegai molto tempo dopo.

Giacomino aveva un udito che riusciva a captare frequenze sonore che vanno ben oltre quelle riservate ai comuni mortali e, com’è intuibile, andava in estasi.

Un altro mondo il suo. Lo capì anche lui, ci studiò su parecchio, e alla fine… (diavolo di un Giacomino!) riuscì a creare un software in grado di rendere possibile a chiunque d’ascoltare quei suoni straordinari e quelle frequenze proibite.

Un buon lettore Cd, anche portatile, una speciale pennetta con relativo software, da inserire tra il lettore e una cuffia professionale, e… il gioco era fatto!

Anch’io riuscii a godere di quella meraviglia e ne rimasi estasiato. Musica con la M maiuscola, come non avevo mai ascoltato prima.

Giacomino era un vero talento. Avrebbe potuto brevettare la sua invenzione e forse diventare milionario, ma il suo primo pensiero andò a Mariuccia. Chissà se lei, ascoltando la musica in quel modo meraviglioso, alla fine non le sarebbe caduta tra le braccia.

Il sogno di una vita, altro che milioni!

La invitò a casa sua, più e più volte, sinché lei accettò. Cuffia in testa e musica con angeli e diavoli.

“Amore… Stai a sentire…” Le diceva estasiato.

Lei, udendo quei suoni sino ad allora inimmaginabili, ne rimase strabiliata. Ma a chi non sarebbe successo altrettanto?

“Una favola! – disse lei beata, socchiudendo gli occhi – Posso alzare ancora un po’ il volume?”

“No, attenta!. Amore, stammi a sentire !  Potrebbe farti male…” Ma lei non gli diede ascolto.

“E’ bellissimo! Mi sento così leggera; sembra di volare!” sussurrò, con voce sottile. Giacomino la guardò stupefatto. Era vero! Mariuccia si era leggermente sollevata dalla sedia. Qualche centimetro soltanto, ma era proprio così.

Lui non ci vide chiaro e quella notte stessa, non appena rimase solo, provò la cuffia e il software su di se’, pur non avendone alcun bisogno, vista la sua dote naturale.

Non ci volle molto per capire che era proprio vero. Più  alzava il volume, più quelle onde sonore, così tradotte e inviate al cervello, avevano il potere di far levitare chi le ascoltava.

Da lì il passo fu breve. Giacomino intuì che, se avesse potenziato il programma, avrebbe potuto volare davvero. E così fece.  Riprese a  studiarci su e con un sostanziale ritocco a software e hardware…Via!… in volo !

Provò e riprovò. Girava e volteggiava in casa come aveva visto fare solo agli astronauti in assenza di gravità e quanto più alzava il volume, tanto più leggero si sentiva, più sciolti erano i suoi movimenti e più in alto volava.

Assemblò un secondo hardware identico al primo, collegandolo a un altro lettore; invitò ancora una volta Mariuccia e glielo propose: “Amore… ascolta, stai a sentire !”.  Alla fine, nota dopo nota, volteggio dopo volteggio, lei gli cedette.

Furono giorni di gioia per Giacomino. Chi più felice di lui? Volava e si librava in casa con lei al suo fianco, e, com’era favoloso amarsi  sospesi nell’aria!

Aveva raggiunto il sogno della sua vita e la loro storia avrebbe potuto concludersi con un lieto fine.

Ma si sa, nessun essere umano è mai del tutto soddisfatto e così, conquistata Mariuccia, lui trovò la facile strada che lo conduceva a Carla, Susanna, Elisa e via dicendo.

Il software era oramai così perfezionato e capace di tanta autonomia che Giacomino poteva accompagnare le sue nuove conquiste sulla spiaggia e, nel buio della notte, levarsi in volo in dolce compagnia.

Volando sul mare nelle notti stellate, con la complicità delle voci degli angeli e le note dei diavoli, le effusioni amorose avevano un fascino al quale nessuna donna poteva resistere.

Ma chi l’avrebbe mai detto… Giacomino conquistatore, Giacomino latin lover!

Mariuccia faceva ancora parte del giro, ma sempre meno frequenti erano i loro incontri, finché lei sospettò e persino vide qualcosa.

“Amore… stammi a sentire” spesso diceva lui.”Amore, stammi a sentire” ancora più spesso diceva lei, ma…

Ci furono litigi, scenate, false promesse, scuse banali; non era più come una volta.

Lei però amava Giacomino alla follia e le si straziava l’animo per quella situazione.

Accadde in una notte stellata e senza luna; una calda notte d’estate, perfetta per voli come quelli. Giacomino e Mariuccia, dopo l’ennesimo animato litigio, in un estremo tentativo di riconciliazione, indossarono le loro cuffie e si levarono in volo ancora una volta insieme.

Sotto di loro il mare. Il mare, ove poggiava il riverbero delle luci delle ville e delle insegne luminose dei locali intorno al golfo. Il mare, increspato da piccole onde di spuma bianca che si infrangevano silenziose sulla riva. Il mare, solo il mare.

Amoreggiarono nell’oscurità, come già tante altre volte in passato.

Giacomino, abbracciandola, si sentì pervadere da un rinnovato ardente desiderio per la sua Mariuccia e le giurò che da allora in poi non avrebbe più volato con nessun’altra.

Le parlò con grande emozione,con sincerità, ma oramai lei non gli prestava più fede.

“Amore, stammi a sentire…. D’ora in poi non avrò altre donne che te. Giuro che…”  Ma non riuscì a completare la frase.

Mariuccia si divincolò di scatto dal suo abbraccio e in un attimo gli strappò la cuffia lanciandola nel vuoto, sinché  questa s’inabissò nel mare scuro e profondo sotto di loro.

Giacomino precipitò velocemente, incredulo, senza  avere il tempo di rendersi conto.

Mariuccia alzò al massimo il volume della sua cuffia; si librò dritta, più in alto, nella notte stellata.

Non più voci di angeli ma, ancora e per poco, solo le note del diavolo.

Sapeva bene che in breve tempo le pile si sarebbero esaurite.

 

Sabino Russo

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Informazioni su ilgirodelmondoconunlibro

Mi chiamo Rita Massaro. Sono una persona curiosa. Mi piace scoprire gli innumerevoli volti del mondo e le infinite possibilità della vita. Per questo leggo e viaggio. Ogni tanto le mie perlustrazioni scatenano la mia immaginazione. E scrivo. Ho pubblicato nel 2011, con la Casa Editrice Absolutely Free, il mio primo libro, un romanzo di formazione dal titolo “L’estate è finita”. Nel dicembre 2016 è stato pubblicato il mio secondo romanzo, “Sotto il cielo di Santiago”, con la Casa Editrice Genesis Publishing.
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