CROCE E DELIZIA, Recensione di Massimo Arciresi

Massimo Arciresi è critico e giornalista cinematografico, conduttore su Radio Spazio Noi – In Blu, dal 1997, della rubrica settimanale “Uscita di Sicurezza”. Ha collaborato con i quotidiani “Il Mediterraneo” e “L’Ora”, ha diretto il quindicinale sul tempo libero “TrovaPalermo” e attualmente scrive per il mensile “L’Inchiesta”. Appassionato di fumetti e lingue straniere. 

Croce e delizia (Italia, 2019) di Simone Godano con Alessandro Gassmann, Fabrizio Bentivoglio, Jasmine Trinca, Filippo Scicchitano, Anna Galiena, Clara Ponsot

Il secondo film – che, a dispetto del poco incisivo e forzato titolo, non c’entra con l’omonima commedia di De Crescenzo del 1995 – del promettente Godano (già andato a segno con Moglie e marito) può nuovamente contare su notevoli prove attoriali. Gassmann nel ruolo del pesciaiolo vedovo Carlo, in vacanza a Gaeta con il figlio piccolo Diego, il maggiore Sandro (Filippo Scicchitano), la nuora Carolina (Rosa Diletta Rossi) e il loro pargolo, sciorina le sfumature di cui è capace, senza le connotazioni cialtronesche a cui è “condannato” (un bel personaggio, il suo); Bentivoglio aggiunge al già vastissimo repertorio questo Tony, bon vivant alto-borghese, che li ospita nella dépendance della sua villa e  raduna le figlie Penelope (Jasmine Trinca), provata più di quanto si veda a occhio nudo da carenze affettive, e Olivia (Clara Ponsot), celebrità francese, più la sorella Ida (Lunetta Savino) e il di lei compagno. In realtà i due capifamiglia non solo si conoscono, ma annunciano ai propri cari il loro imminente matrimonio, causando lo scompiglio “italico” che si può facilmente immaginare. La sceneggiatura di Giulia Steigerwalt, però, non sbraca mai (per quanto l’andirivieni del bananone gonfiabile fosse evitabile…), umanizzando molto i caratteri (ai bambini spettano gli atteggiamenti più maturi), i loro bisogni all’occorrenza urlati con dignità, e dimostrando che gli individui causano problemi, non certo gli orientamenti.

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