LA MAGIA DI NEW ORLEANS, Consigli di viaggio

101_0353101_0452Se avete voglia di trascorrere un Capodanno diverso, che somigli più a un carnevale che a un banale inizio di anno nuovo… fatelo! Prendete un aereo e volate a New Orleans, la città più affascinante e famosa della Louisiana. Ci sono un po’ di ore di volo, ma vi assicuro che ne vale la pena.

Conosciuta anche come The Big Easy, un luogo in cui ci si rilassa e si fa tutto con calma, in cui ci si prende del tempo da trascorrere in piacevole compagnia, magari ascoltando una band che suona jazz per le strade, o coccolandosi in uno dei tanti caffè del centro o scorrendo piacevolmente il Mississipi su uno dei battelli a ruota, che richiamano alla memoria i tempi di “Via con vento”.

Il Quartiere Francese, il cui cuore pulsante è Bourbon Street, rievoca le origini di questa città che prende il nome da un principe, Filippo II d’Orléans, noto politico e generale francese. Pur essendo stata fondata, appunto, dai francesi, le famose architetture che ne caratterizzano la fama in tutto il mondo, risalgono al periodo del dominio spagnolo. Infatti, due incendi, nel 1788 e nel 1794, distrussero gran parte delle costruzioni esistenti, tipiche del periodo coloniale francese. I nuovi coloni spagnoli ricostruirono il quartiere secondo i loro gusti con pareti colorate, tetti, balconi e gallerie con archi, in ferro battuto e riccamente decorati.

In questa strada regna un’atmosfera del tutto particolare, unica al mondo, dovuta alla mescolanza di etnie e di culture che caratterizza la storia di questa città e in cui l’elemento creolo ne accentua lo spirito un po’ folle e festaiolo. Non mancano gli elementi “magici” e vagamente macabri che discendono, appunto, dalla tradizione della magia creola, come il Vodoo Museum ad essa dedicato e i tour nei famosi cimiteri, fra leggende di fantasmi e vampiri.

Sono famosi i festeggiamenti carnevaleschi del martedì grasso, ma anche a Capodanno l’atmosfera che si respira un po’ ovunque, dal quartiere francese all’elegante Garden District, è quella di un gran carnevale, con cortei di maschere colorate che invadono le vie del centro, coriandoli e collanine che vengono offerte e scambiate con i turisti.

Da non dimenticare che New Orleans è stata devastata nel 2005 dall’uragano Katrina, che ha provocato molte vittime e la totale distruzione di gran parte della città. Molti abitanti, a seguito di tale disastro, sono andati via e non sono più tornati. Altri, però, sono rimasti e con pazienza, caparbietà e forza di volontà l’ hanno ricostruita. Fortunatamente, il Quartiere Francese fu in parte risparmiato dall’inondazione e ha subito danni minori rispetto ad altri quartieri.

Ciò che mi ha sorpresa più di tutto, comunque, è scoprire che, a contribuire a che New Orleans divenisse la patria del jazz siano stati anche emigrati siciliani (vedi un certo Nick La Rocca e la sua Original Dixieland Jass Band, poi diventata Original Dixiland Jazz Band). Insomma, quando si dice che siamo ovunque, come il prezzemolo…

Concludo dicendo che New Orleans è la dimostrazione vivente di come l’incontro fra etnie e culture diverse non solo è possibile, ma è soprattutto auspicabile. La grande bellezza è quasi sempre frutto della mescolanza e della diversità.

101_0458Per consigli su letture e viaggi potete trovare Il giro del mondo con un libro in mano anche su www.facebook.com/ilgirodelmondoconunlibroinmano

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