SEGRETI DI FAMIGLIA, Recensione di Massimo Arciresi

recensioneMassimo Arciresi è critico e giornalista cinematografico, conduttore su Radio Spazio Noi – In Blu, dal 1997, della rubrica settimanale “Uscita di Sicurezza”. Ha collaborato con i quotidiani “Il Mediterraneo” e “L’Ora”, ha diretto il quindicinale sul tempo libero “TrovaPalermo” e attualmente scrive per il mensile “L’Inchiesta”. Appassionato di fumetti e lingue straniere.

SEGRETI DI FAMIGLIA (Louder Than Bombs, Norvegia/Francia/Danimarca/USA, 2015) di Joachim Trier con Isabelle Huppert, Jesse Eisenberg, Gabriel Byrne, Devin Druid, Amy Ryan, David Strathairn

Imparentato con il più celebre Lars (von) – ma non stilisticamente, dato che il suo tocco appare più improntato sul rigore che sulla provocazione –, il danese naturalizzato norvegese Joachim Trier aveva già girato due film, inediti da noi. La sua più recente fatica ridefinisce, da un’angolazione diversa (“laterale”, potremmo dire), l’importante figura del fotogiornalista di guerra. Sul tema opere come Sotto tiro, Salvador o l’ingiustamente obliato Harrison’s Flowers (in cui recitava il sempre misurato Strathairn, che troviamo pure qui) restano più interessanti, tuttavia il regista – onore al coraggio – tenta di trattare la protagonista Isabelle (una Huppert opportunamente sottotono), depressa reporter visibile solo nei numerosi flashback che scandiscono la trama in quanto defunta in circostanze che dovrebbero in ogni caso essere più chiare, come un “collante” per ricomporre una famiglia in pezzi. Una presenza forte riesumata in occasione della prossima pubblicazione di un articolo (anche “rivelatore”) su di lei, una rievocazione a distanza di qualche anno che costringe indirettamente al confronto il vedovo (Byrne), che ha una relazione con un’insegnante (Ryan), e i suoi due figli, il difficile Conrad (Druid), allievo della professoressa, e il maggiore Jonah (Eisenberg), che vive lontano, è da poco padre e docente a sua volta e funge da mediatore. Immagini (talvolta oniriche) assai simboliche (fin troppo, vedi il finale).

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